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Crisi demografica, immigrazione e ricostruzione del demos
Nel tempo presente, la questione migratoria entra nel discorso democratico non come emergenza occasionale, ma come rivelazione di una trasformazione strutturale. Essa costringe le società europee mature a interrogarsi non soltanto su chi arriva, ma su che cosa esse stesse stanno diventando. L’Italia, da questo punto di vista, offre un caso particolarmente istruttivo. La popolazione diminuisce, l’età media cresce, la base attiva si restringe, il mercato del lavoro dipende in m
19 aprTempo di lettura: 10 min


Educare al senso della natura: osservazione, alterità e decentramento dell’umano
Una democrazia che voglia affrontare seriamente la crisi ecologica incontra presto un limite che raramente viene nominato con sufficiente chiarezza: l’accumulo di conoscenze, da solo, non produce trasformazione politica. Non basta, per riprendere una linea di riflessione proposta da Paolo Pecere, sapere sempre di più sulla crisi del vivente, se non si ricostruisce al tempo stesso un “senso della natura” capace di incidere sul modo in cui percepiamo, abitiamo e pensiamo la Ter
5 aprTempo di lettura: 14 min


Abitare il comune, Spin Time: una pratica urbana di autogoverno
Spin Time è, prima di tutto, uno spazio abitativo. Sottrae un edificio all’abbandono e lo riconsegna alla vita, ma non lo fa soltanto offrendo riparo. Nei suoi piani si intrecciano esistenze fragili, famiglie di provenienze diverse, bisogni elementari, aspettative di riconoscimento, forme quotidiane di cura e conflitto. L’abitare, qui, non resta un fatto privato. Diventa immediatamente questione politica: organizzazione del quotidiano, gestione di risorse limitate, convivenza
5 aprTempo di lettura: 10 min


Il costruttivismo democratico: apprendere partecipando
Se il saggio Educare alla democrazia diretta sostiene che la democrazia diretta non è una semplice tecnica istituzionale, ma un orizzonte culturale ed educativo, deve chiarire fin dall’inizio quale idea di conoscenza e di apprendimento lo attraversi. Il punto di partenza è decisivo: non esiste, da una parte, un sapere politico già pronto, oggettivo, neutro, consegnabile, e dall’altra una cittadinanza chiamata soltanto a riceverlo e ad applicarlo. Esistono, piuttosto, processi
29 marTempo di lettura: 10 min


Cura, dipendenza e democrazia
Una delle rimozioni più profonde della cultura politica moderna riguarda la dipendenza. L’immaginario dominante continua a privilegiare la figura dell’individuo autonomo, efficiente, proprietario di sé, capace di bastare a se stesso e di attraversare il mondo come soggetto separato, razionale, competitivo. In questa rappresentazione, la fragilità appare come una parentesi spiacevole, la malattia come un inciampo, l’assistenza come un costo, la cura come una faccenda privata d
21 marTempo di lettura: 6 min


Il tempo libero come condizione di libertà politica
C’è un equivoco che attraversa gran parte della modernità e che continua a condizionare profondamente il nostro modo di pensare la cittadinanza. L’immaginario dominante continua a considerare il tempo libero come residuo: intervallo tra due obblighi, pausa tra due prestazioni, sospensione del lavoro destinata al riposo, allo svago o al consumo. Il tempo ritenuto davvero serio resta quello produttivo: misurabile, utile, redditizio, immediatamente convertibile in valore econom
21 marTempo di lettura: 5 min


Sistema tributario e democrazia diretta
Educare alla democrazia diretta muove da una premessa precisa: le decisioni economiche presentate come neutrali ridisegnano sempre rapporti di forza, possibilità di vita e orizzonti di giustizia. Alla luce di questa premessa, la questione fiscale va ricondotta al cuore della democrazia, uscendo dal recinto della contabilità pubblica e dell’expertise ministeriale. La tassazione della ricchezza estrema riguarda la raccolta di risorse e, insieme, l’idea di cittadinanza che una s
19 marTempo di lettura: 8 min


La comunità come scuola di autogoverno
La riflessione di John P. Clark, in Dallo Stato alla comunità. Il mondo di domani, sposta la domanda politica su un terreno più esigente: non soltanto quali istituzioni possano limitare il potere, ma quali forme di vita possano renderlo meno separato, meno astratto, meno esterno all’esperienza concreta delle persone. La sua idea di “comunità libera” non rinvia a un rifugio identitario, né a un ritorno sentimentale al piccolo gruppo. Indica una comunità aperta, solidale, capac
17 marTempo di lettura: 7 min
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