top of page

Educare alla democrazia diretta

10,00€Prezzo

Tutti i ricavi sono devoluti alle missioni di salvataggio in mare delle persone migranti e alle missioni della Global Sumud Flotilla.


In un’epoca segnata da crisi ecologiche, disuguaglianze crescenti, trasformazioni tecnologiche e sfiducia nelle istituzioni, questo saggio propone una via radicale e necessaria: educare alla democrazia diretta. Non si tratta soltanto di un modello politico, ma di un progetto educativo e culturale capace di restituire protagonismo ai cittadini e di rigenerare il tessuto sociale.

Attraverso un dialogo con grandi pensatori – da Rousseau a Habermas, da Foucault a Gramsci – e con teorie che spaziano dall’economia politica al pensiero ecologico, l’opera mostra come la partecipazione diretta non sia solo uno strumento costituzionale, ma una vera scuola di cittadinanza attiva. Referendum, iniziative popolari, bilanci partecipativi e assemblee cittadine vengono analizzati non solo come istituti giuridici, ma come esperienze formative che insegnano responsabilità, cooperazione e senso del bene comune.

Il testo affronta i limiti della democrazia rappresentativa, il rischio di derive autoritarie, le sfide poste dall’intelligenza artificiale e dall’automazione, proponendo un nuovo paradigma educativo centrato su pensiero critico, empatia, sostenibilità e collaborazione. Dalla metafora delle piante di Stefano Mancuso al paradosso della felicità di Richard Easterlin e all'etica della possibilità di Appadurai, il saggio intreccia riflessioni filosofiche, esempi concreti e prospettive pedagogiche per delineare una democrazia “dal basso”, resiliente e inclusiva.

Un libro per riscoprire la politica come progetto collettivo, e comprendere come la democrazia diretta possa diventare non solo un metodo di governo, ma un orizzonte di vita e di felicità condivisa.

    bottom of page